Dopo il profit warning dello scorso gennaio
(QE 30/1), Saipem è stata costretta ad annunciare venerdì sera un nuovo taglio delle stime 2013 a causa di un "significativo e imprevisto radicale deterioramento della posizione commerciale in Algeria", cui si aggiungono "criticità operative in relazione a due contratti a terra in fase avanzata di esecuzione in Messico e Canada" che "determinano per un numero limitato di importanti progetti una significativa riduzione di profittabilità" e "alcune impreviste problematiche tecniche relative al segmento E&C Offshore".
Il complesso di questi fattori, ha ammesso la società ingegneristica controllata dall'Eni con il 42,93%, porteranno a una riduzione della guidance dell'Ebit 2013 di un importo compreso tra 650 e 750 milioni di euro (di cui circa il 50% per le attività in Algeria) e a un risultato netto in perdita tra 300 e 350 milioni di euro.
Saipem sottolinea comunque che "la valutazione delle criticità indicate non è ancora stata completata e le negoziazioni con i clienti sono ancora in corso".
In merito all'Algeria, la società precisa che "l'atteggiamento della compagnia petrolifera Sonatrach verso Saipem è radicalmente cambiato nelle ultime settimane, verosimilmente a causa della recente intensificazione e allargamento delle indagini da parte delle autorità algerine". Saipem non avrà perciò "la possibilità di recuperare alcuni extra costi a causa della rottura delle negoziazioni in corso da parte di Sonatrach che ha nelle ultime settimane formalizzato iniziative per ottenere anche le penali contrattuali per i ritardi", con un conseguente deterioramento dell'Ebit 2013 previsto in circa 300-350 milioni di euro.
Venendo al Messico e al Canada, due Paesi che nella struttura organizzativa di Saipem fanno capo alla stessa area geografica, Saipem rileva che "una volta insediato in aprile, il nuovo regional manager ha riscontrato due contratti problematici", le cui "dimensioni e il significativo impatto negativo … si sono potute acclarare nella loro esatta consistenza tecnica e dimensionale solo nelle scorse settimane". Tali criticità hanno portato a una riduzione delle attese di redditività di un importo complessivo stimabile in circa 260 milioni di euro.
Le problematiche tecniche nell'E&C Offshore verificatesi nelle scorse settimane, infine, sono relative alla produttività nel 2013 del nuovo mezzo navale posatubi Castorone, che sarà inferiore a quella inizialmente programmata "per il protrarsi imprevisto di alcune settimane delle prove a mare e per la necessaria risoluzione di alcuni problemi tecnici emersi a seguito delle stesse".
La società sottolinea in ogni caso che "nonostante il peggioramento delle prospettive per il 2013, si continua a prevedere un forte recupero delle profittabilità nel 2014 e negli anni successivi", giacché "nell'E&C, i nuovi contratti acquisiti nel corso dei primi 5 mesi del 2013 avranno una maggiore redditività" e "si continuerà ad alimentare il portafoglio ordini coerentemente con la nuova strategia commerciale". Tutto ciò garantirà un recupero della marginalità dell'E&C dal 2014. Inoltre, la profittabilità di Saipem sarà sostenuta dai buoni risultati del "drilling", grazie all'eccellente portafoglio di contratti di lungo-termine.
"Il consiglio di amministrazione ritiene che le significative azioni che abbiamo intrapreso e i nuovi contratti che abbiamo annunciato nel corso degli ultimi 5 mesi, acquisiti a più elevata marginalità in linea con la nostra nuova strategia commerciale, sostengano la capacità di Saipem di garantire una ripresa degli utili nel 2014 e oltre", ha dichiarato l'amministratore delegato Umberto Vergine.
Le rassicurazioni non hanno però impedito un vero e proprio crollo del titolo Saipem, che stasera è arrivata a perdere a Piazza Affari oltre il 29%, trascinando con sé anche la controllante Eni (-3%). A incidere sulle perdite anche la raffica di revisioni annunciate dalle principali banche d'affari.
La Consob, intanto, ha disposto il divieto temporaneo alle vendite allo scoperto sul titolo per le sedute di oggi e di domani. Secondo fonti finanziarie citate dall'agenzia "Ansa", la Consob avrebbe avviato un'indagine su Saipem dopo il profit warning di gennaio, inviando anche i suoi ispettori nella sede di San Donato Milanese.